Panificio Monico Massimo


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IV Secondo Ottocento - I Monico

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In quell’epoca, ma anche più tardi, per impastare il pane in notevole quantità, le mani del panettiere non erano sufficienti e si tendeva a limitare la mano d’opera, anche allora antieconomica. Allora si ricorreva all’uso di una stanga fis­sata con un perno al margine di un bancone, si spingeva la pasta sotto di essa e si schiacciava piegando le ginocchia in modo opportuno ma dannoso per l’articolazione cosicché il garzone o l’uomo che eseguiva questo lavoro, dopo qualche anno si trovava le gambe danneggiate e che formavano un angolo innaturale. Ancora dopo il ‘900 si vedevano uomini così danneggiati circolare per Casale.
Tanti avvenimenti si succedettero durante la vita di Carlo: l’impresa dei Mille alla quale sembra abbiano partecipato an­che alcuni Casalini, la terza guerra di indipendenza, l’unificazione d’Italia, la “questione romana” e l’anticlericalismo, che qui a Casale si espresse con la persecuzione del parroco don Luigi Veneroni e la chiusura (non era la prima) del convento dei Cappuccini. In questo campo si era distinto il sindaco Agostino Beza. I frati poterono farvi ritorno so­lo nel 1873.
Nel frattempo, con la costruzione della ferrovia Milano-Piacenza e Casale-Pavia, venne aperto il nuovo viale della Stazione. Nacque pure la Società di Mutuo Soccorso fra Operai di Casalpusterlengo. Il Corpo dei Pompieri che già esiste­va ebbe il riconoscimento ufficiale da parte del Consiglio Comunale con il Regolamento datato 1868. La Banca Mutua Popolare Agricola di Lodi aprì i suoi uffici in un nuovo palazzo in Via Rivadersa (ora Via Cavallotti) che, come si legge in un volumetto di Gian Stefano Cremaschi, intitolato La storia d’un Casalin e d’un Cudugnin a la Sagra d’la Maiocca, si presentava così bello da sembrare un palazzo reale.
Nel 1870, con il famoso episodio della Breccia di Porta Pia, anche a Casale si celebrò l’unità d’Italia con feste e luminarie. Pochi mesi prima era stato inaugurato il pri­mo Asilo infantile e nel 1875 venne istituita dalla Socie­tà Operaia la scuola di disegno per operai. Nel campo della cultura assumerà grande importanza anche la costruzione nel 1876 del Teatro Sociale.

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