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Il pane nella produzione artstica e letteraria

Storia del pane

Il pane è una presenza costante nella rappresentazione pittorica: la sua storia ad esempio è descritta sulle pareti delle tombe, dei templi e nei papiri egizi. Del Medioevo il pane nelle pitture, negli affreschi, nell'iconografia religiosa come simbolo di volta in volta di carità, di raffinatezza, di abbondanza, di bontà. Nel Seicento quando la ricchezza dei banchetti ispira le più belle nature morte (VEDI) anche in Toscana, il pane compare in molti quadriaccompagnando vari cibi, dai fagiani alla frutta alle verdure. Ma anche nell'arte del nostro secolo il pane è protagonista: basterà ricordare René Magritte che nell'opera La leggenda dorata immortala le baguettes in una rappresentazione surrealista di navi spaziali., E che dire dell'artista americano Man Ray che ha realizzato l'evento artistico Pane dipinto (esposto alla Galleria d'arte di Sidney) dipingendo di blu due pani? Anche nella letteratura il pane ha un suo spazio di rilievo: limitiamoci a citare il Manzoni dei Promessi Sposi con due riferimenti: il «pane del perdono» che padre Cristoforo chiede al fratello dell'uomo che ha ucciso e «il pane della provvidenza» presente in molte pagine. Ma non dimentichiamo la fiaba che ha sempre un posto di rilievo nel nostro immaginario: Cappuccetto Rosso porta alla nonna un paniere pieno di focacce e Pollicino segna la strada con briciole di pane. Nel cinema il pane è usato come richiamo nei titoli (Pane, amore e fantasia, Pane, amore e gelosia, Pane e cioccolata, ecc.) e come elemento significante di pace e amore (es. Baci rubati di Truffaut).

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